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RILEVATORE CAMPI ELETTROMAGNETICI
: PR-W92
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La soluzione per
l'elettrosmog, i campi elettromagnetici ormai ci circondano,
ripetitori telefonici, ponti radio, antenne televisive,
in Italia i valori di sicurezza non devono superare i 6
Volt/m, per sapere se viviamo in un ambiente sicuro sono
necessari strumenti di misura specifici...
I campi elettromagnetici interagiscono con l’organismo umano
e in alcuni casi possono rivelarsi dannosi, a tale proposito,
con il D.M.n.381 del 10/09/1998, sono stati fissati dei
valori limite di esposizione della popolazione compatibili
con la salute umana.
In quest’ottica di prevenzione e sicurezza vi proponiamo
uno strumento in grado di misurare campi elettromagnetici
a banda passante da 50MHz a 3.5 GHz.
L’apparecchio di dimensioni ridotte, è dotato di una sonda
integrata Isotropica, in grado di misurare campi elettrici
da 38mV/m a 110V/m con densità di potenza da 3,8µW/m2 a
320 mW/m2 .
Idoneo per la misurazione di campi elettromagnetici generati
da sorgenti artificiali, quali ad esempio:
Stazioni per telefonia mobile, cordless, radar, forni
a microonde, antenne TV, stazioni radio, sorgenti wireless
(CW,TDMA,GSM,DECT), apparati spia, cimici e qualsiasi altra
fonte di inquinamento ad alta frequenza.
CARATTERISTICHE
Campo di misura Frequenza da 50MHz a 3.5GHz
Sonda di misura isotropia a tre assi (x-y-z)
Compatto e semplice da usare
Funzioni di allarme e memoria dati con rilevazione dei valori
min./max. e medio Easy to use
APPLICAZIONI
Telefonia mobile e relativi apparati/antenne di trasmissione
Apparati di trasmissione radio (CW, TDMA, GSM, DECT) RF
power measurement for transmitters
Trasmissione Wireless LAN (Wi-Fi) apparati e installazioni
Apparati radio spia, cimici, ecc.
Forni a microonde Sicurezza a tutela propria e dell’ambiente
contro l’inquinamento EMF C |
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€260,00
iva esclusa
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D.Quali
i valori limiti in Italia dell'inquinamento da elettrosmog??
R.
Nel nostro Paese il limite di esposizione previsto dal DPCM
199/2003 per i campi ad alta frequenza è compreso fra 20
V/m e 60 V/m a seconda della frequenza stessa. Il valore
di attenzione e l’obiettivo di qualità sono invece di soli
6 V/m. Nel caso specifico delle onde elettromagnetiche
non ionizzanti, emesse ad esempio da antenne radio-televisive
o da antenne di stazioni radio base di operatori telefonici,
il valore di attenzione, pari a 6 V/m, è notevolmente più
basso rispetto ad altri paesi europei. Ad ulteriore garanzia
dei cittadini, l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente (ARPA)
coordina campagne di misura di elettrosmog a campione in diverse
località italiane o su richiesta delle autorità locali o della
popolazione. L’ARPA è anche responsabile della autorizzazione
riguardo l‘installazione e la modifica degli impianti Radio-TV-Cellulari
in coerenza con gli attuali standard di campo elettromagnetico
previsto. Risulta comunque consigliabile effettuare delle
misure di sorveglianza, se si sospetta di essere in un contesto
di inquinamento da elettrosmog e nel caso i valori medi riscontrati
superino i 6 V/m informare L'ARPA della propria regione.
D.Inquinamento
Elettromagnetico: che effetti può avere??
R.L’inquinamento
Elettromagnetico è un fenomeno figlio del progresso tecnologico
e causato dalle onde radio emesse dai campi elettromagnetici
. Ovunque si trasformi, trasporti e utilizzi l’elettricità,
si generano infatti dei campi elettrici e magnetici a bassa
o ad alta frequenza.
Ad esempio, le stazioni di telefonia mobile, i trasmettitori
radiofonici e le altre applicazioni radio emettono radiazioni
nello spettro delle alte frequenze. Questo tipo di inquinamento
è stato, spesso oggetto di discussione e tutt’ora sono in
corso studi scientifici sugli effetti provocati dall’eccessiva
esposizione alle radiazioni elettromagnetiche sull’uomo, sugli
animali e sulle piante. Ecco alcune delle evidenze sinora
accertate:
¦L’impatto delle radiazioni non ionizzanti sull’uomo dipende
dall’intensità e dalla frequenza delle radiazioni stesse.
¦Le radiazioni molto intense di bassa frequenza possono provocare
impulsi nervosi e contrazioni muscolari involontarie.
¦Le radiazioni intense ad alta frequenza possono provocare
un surriscaldamento dei tessuti.
Diversi studi forniscono tuttavia indicazioni sul fatto che
anche in caso di una debole esposizione alle radiazioni ci
siano degli effetti biologici. Alcuni esperimenti condotti
con radiazioni deboli di bassa frequenza hanno, ad esempio,
riscontrato un impatto sul comportamento, sulle facoltà di
apprendimento e sul sistema ormonale degli animali e sulla
crescita delle piante. Alcune anomalie sono state riscontrate
analizzando le aree verdi della Lombardia, esposte ad un continuo
bombardamento, aree ad altra concentrazione di antenne di
ricezione base della telefonia mobile.
In particolare si è notato un rallentamento della crescita
dell’erba e dei cespugli di alloro e di lauro. Per quanto
riguarda il regno animale, invece, si è notato che alcuni
molluschi, per esempio, assorbono con i loro indicatori di
direzione le onde prodotte dai campi magnetici.
Inoltre, i piccioni possono perdere la loro abilità di navigare
se vengono esposti a forti campi elettromagnetici prima di
essere liberati per il volo e sembra inoltre che gli uccelli
vengano confusi da campi esterni durante il volo in stormi.
Un gruppo di ricercatori americani ha trovato che il campo
di 60 Hz disturba il ritmo normale della ghiandola pineale
nei ratti, misurato con il rilascio della melatonina ed anche
un calo della fertilità sulla prole di ratti femmina, esposte
ai campi prima della gravidanza. Altri esperimenti effettuati
sui piccoli nati da maiali, esposti a dei campi di 60 Hz prima
del parto, hanno rilevato un’ incidenza di malformazioni maggiore
del normale. Va detto comunque che i valori limite internazionali
imposti dagli standard normativi dovrebbero proteggere comunque
dalle radiazioni che possono provocare tali effetti.
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